Pubblicato da: Michele Festa

La Palestina ripiomba nel lockdown. Seconda ondata di contagi, dopo il primo lockdown di marzo e aprile.

Anp incapace di far fronte al significativo aumento di malattie e di decessi: così si aggravano i suoi già preoccupanti problemi economici e diplomatici, e dichiara decuplicati i malati in un mese. Il coprifuoco come misura di contenimento alla diffusione della pandemia.

Tecum   27 Luglio 2020

«La basilica della Natività è chiusa. E la piazza antistante, il cuore della città, punto di incontro per ogni attività, è vuota». Lo sgomento per la seconda ondata di contagi, dopo il primo lockdown di marzo e aprile, è tutta nelle parole di Vincenzo Bellomo, il responsabile dei progetti di Pro Terra Sancta a Betlemme nell’intervista pubblicata su Avvenire il 24 Luglio scorso nell’articolo di Luca Geronico.

Continuando Bellomo dichiara al quotidiano: «Pensavamo di essere stati abbastanza fortunati e stavamo cercando di reimpostare tutto il nostro lavoro con progetti di sostegno alla popolazione, gravemente colpita dalla crisi economica causata dal blocco dei pellegrinaggi»

Di questo ve ne avevamo già parlato in un precedente articolo, lanciando un appello per la Comunità di Bet Sahur che è stata già gravemente colpita dal precedente lockdown e quando tutto sembrava essere finito si è ritrovata a fare i conti con il COVID-19 e le gravi conseguenze economiche, sanitarie e sociali che il virus porta con se, come un ciclone invisibile che genera paura e perdita di speranza per un domani assai già difficile in una terra colpita da discriminazione e guerre, dove l’unica forza, l’unica speranza è riposta in Colui che è nato tra loro, Gesù Cristo, il quale dal grembo Santo ed Immacolato della Vergine Maria, ha fatto annunciare ai suoi angeli la Sua venuta tra noi proprio a Bet Sahour, per rivelarsi al mondo e donare la Salvezza gratuita e incondizionata a tutta l’umanità e a tutte le generazioni.

Continuando a raccontarvi della drammaticità della situazione Bellomo ancora ci racconta che “La situazione è drammatica. Dopo una prima fase con pochi contagi e un lockdown lungo fino a metà maggio, adesso ci troviamo a fare fronte a un numero importante di casi positivi. In queste due ultime settimane stiamo assistendo ad una escalation che fa paura. In Israele si registra una crescita di circa 1.200 casi al giorno e in Palestina di oltre 400 al giorno”. 

Bellomo ancora riporta il pesantissimo l’impatto economico del virus. «Qui a Betlemme almeno l’80% delle famiglie vive di turismo o del suo indotto: negli ultimi due anni si era registrata una certa ripresa e si erano pure avviati piccoli investimenti», spiega Bellomo. Invece, da marzo, non si è visto più un solo pellegrino. «E quindi quasi tutte le famiglie sono senza reddito», spiega Bellomo. Solo chi ha il permesso di lavoro per Israele riesce a continuare la sua attività, ma deve accettare di fermarsi a dormire 14 giorni in Israele come forma di precauzione imposta per non diffondere il contagio.

«Drammatica pure la situazione della scuole private, per cui le famiglie non possono più pagare le rette. La scuola tecnica dei salesiani, attiva da 70 anni, è stata costretta a chiudere. Come sono fermi tutti i progetti di solidarietà che sostenevano ad esempio il Caritas Baby Hospital o l’Istituto Effatà per piccoli sordomuti». Chiuso pure il seminario minore di Beit Jala.

L’ong Pro Terra Sancta ha intanto avviato una produzione artigianale di 5mila mascherine da distribuire gratuitamente a tutte le istituzioni religiose ed educative cristiane. Per ora i cristiani resistono grazie alla vasta rete familiare, dando fondo ai risparmi di due anni fortunati per il turismo. «Ma la sopravvivenza della piccola comunità è più che mai a rischio».

L'EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA CHE HA COLPITO RECENTEMENTE IL MONDO, STA AVENDO UN INCREMENTO CON UNA SECONDA ONDATA IN…

Pubblicato da Tecum   su Mercoledì 22 luglio 2020

Noi di Tecum   abbiamo intenzione di aiutare e sostenere la popolazione Palestinese e contiamo di inviare delle mascherine chirurgiche, e contiamo di farlo sull’aiuto di tutti voi con l’offerta anche di un solo Euro. Potete aiutarci con la raccolta fondi della nostra pagina Facebook basta anche una cifra simbolica di 1 Euro che ti basterà per acquistare 3 mascherine chirurgiche.

Se vuoi puoi anche farci pervenire un prodotto similare prendendo accordi con noi scrivendoci alla casella email donazioni@tecum.me oppure effettuando una donazione tramite PayPal mediante il tasto che trovi in fondo alla pagina oppure donazione mediante bonifico bancario sull’IBAN IT 93 K 05387 39240 000003121498 intestato a Tecum   – BPER Banca – Agenzia di Monterotondo (RM).

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