Pubblicato da: Maria Lisi

Mia madre e miei fratelli sono questi MARTEDÌ 22 SETTEMBRE 2020


MARTEDÌ 22 SETTEMBRE (Lc 8,19-21)

Madre e fratello di Cristo Gesù è colui che ascolta la parola di Dio e la mette in pratica. Ascoltare e mettere in pratica non è ancora tutto. Urge aggiungere la perseveranza fino alla fine, se si vuole ottenere la salvezza che viene dalla fede nella Parola dio Gesù. Ecco la regola che San Paolo detta a Timoteo perché sia vero discepolo di Cristo Signore: “Allénati nella vera fede, perché l’esercizio fisico è utile a poco, mentre la vera fede è utile a tutto, portando con sé la promessa della vita presente e di quella futura. Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti. Per questo infatti noi ci affatichiamo e combattiamo, perché abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente, che è il salvatore di tutti gli uomini, ma soprattutto di quelli che credono. E tu prescrivi queste cose e inségnale. Nessuno disprezzi la tua giovane età, ma sii di esempio ai fedeli nel parlare, nel comportamento, nella carità, nella fede, nella purezza. In attesa del mio arrivo, dèdicati alla lettura, all’esortazione e all’insegnamento. Non trascurare il dono che è in te e che ti è stato conferito, mediante una parola profetica, con l’imposizione delle mani da parte dei presbìteri. Abbi cura di queste cose, dèdicati ad esse interamente, perché tutti vedano il tuo progresso. Vigila su te stesso e sul tuo insegnamento e sii perseverante: così facendo, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano” (1Tm 4,8-16). Si ascolta. Si obbedisce. Si persevera sino alla fine.

E sempre San Paolo a Timoteo: “Ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. Questa parola è degna di fede: Se moriamo con lui, con lui anche vivremo; se perseveriamo, con lui anche regneremo; se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà; se siamo infedeli, lui rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso. Richiama alla memoria queste cose, scongiurando davanti a Dio che si evitino le vane discussioni, le quali non giovano a nulla se non alla rovina di chi le ascolta. Sfòrzati di presentarti a Dio come una persona degna, un lavoratore che non deve vergognarsi e che dispensa rettamente la parola della verità. Evita le chiacchiere vuote e perverse, perché spingono sempre più all’empietà quelli che le fanno; la parola di costoro infatti si propagherà come una cancrena” (2Tm 2,9-17). Oggi, non so per quale diabolica motivazione, è venuta meno la perseveranza in ogni cosa: nella semina della Parola, nell’ascolto dello Spirito Santo, nell’obbedienza alla verità, nella sequela della sana dottrina, nella conformazione della nostra vita alla vera moralità che nasce dalla messa in pratica di ogni regola di giustizia, carità, speranza, vita eterna, grazia, santità. È come se stesse passando sulla nostra Chiesa una, santa, cattolica, apostolica un fortissimo tornado che sradica quanto trova piantato sul suo terreno. Anche le verità più essenziali sono state sradicate. Giungendo a minare dalle fondamenta lo stesso mistero eterno di Dio.

In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

Oggi il tornado distruttore, che annienta tutto ciò che trova sulla sua strada, attinge forza dalla tiepidezza e quasi accidia spirituale. Prima di tutto, accidia e tiepidezza di quanti sono chiamati a vigilare e, per motivi inspiegabili, non intervengono, lasciando che la volpe faccia strage nel pollaio e il lupo nell’ovile: è sufficiente chiudere un solo occhio anche su un solo errore e in breve tempo tutta la pasta si sarà fermentata di eresie, idolatrie, dottrine nefaste. Accidia e tiepidezza spirituale anche di ogni singolo discepolo di Gesù, che per essenza battesimale è sacerdote, re e profeta della Nuova Alleanza e quindi ha l’obbligo di difendere la verità di ogni mistero di Dio e dell’uomo. Gesù è forte nello Spirito Santo e, non appena ascolta una notizia, interviene con tempestività e rivela chi gli appartiene e chi invece non gli potrà mai appartenere. Oggi ogni singolo discepolo di Gesù è chiamato a rivestirsi di questa fermezza e f

Madre di Dio, Angeli, Santi, aiutateci ad accogliere il mistero di Dio in ogni uomo.

Si ringrazia per la concessione movimentoapostolico.it

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