Pubblicato da: Maria Lisi

Perché il mondo sia salvato per mezzo di lui LUNEDÌ 14 SETTEMBRE 2020


LUNEDÌ 14 SETTEMBRE (Gv 3,13-17)

Cogliere la differenza tra la figura e la realtà è obbligo richiesto dalla purezza della verità e della fede. Leggiamo nel Libro dei numeri: “Gli Israeliti si mossero dal monte Or per la via del Mar Rosso, per aggirare il territorio di Edom. Ma il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatto salire dall’Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c’è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero». Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì. Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti». Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita” (Num 21,4-9). Verità essenziali del racconto sono: il popolo non crede nella bontà della via indicata dal Signore. Mormora. La mormorazione è frutto di un pensiero malvagio sul Signore. Se il Signore avesse trovato, nella sua sapienza eterna, una via migliore, l’avrebbe indicata. Il popolo ora è nella morte. Chi viene morso dai serpente andrà incontro a sicura morte. Non resterà in vita. Il popolo riconosce il suo peccato e lo confessa. Chiede a Mosè che interceda presso il Signore perché perdoni il suo peccato e dall’accampamento allontani i serpenti. I serpenti rimangono. Viene però reso innocuo il loro morso. Chiunque guarderà il serpente di bronzo, innalzato al centro dell’accampamento, per ordine del Signore, avrà salva la vita. Chi invece non lo guarderà, morirà. La non fede nella Parola e nell’ordine del Signore ha condotto il popolo alla mormorazione. Ora la fede nella Parola del Signore, che comanda di guardare il serpente, darà la vita.

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

Il serpente di bronzo innalzato nell’accampamento era solo figura di Cristo Signore. È Lui il vero serpente. Quali sono gli elementi essenziali da mettere bene in luce? Dio ha tanto amato il mondo da innalzare al centro del suo accampamento Cristo Gesù. Gesù non è serpente di bronzo. In Gesù, nel vero uomo, Dio si è fatto serpente di salvezza, per l’umanità. Ogni uomo non dovrà essere morso, è già stato morso ed è già nella morte. Prima grande differenza. Per i figli d’Israele era sufficiente guardarlo, volgere lo sguardo verso di esso. A noi non è chiesta questa fede. Noi dobbiamo credere in Lui, credendo nella sua Parola e facendola divenire nostra unica legge di vita e di salvezza. Crede in Cristo chi accoglie la Parola di Cristo. Chi fa della sua Parola la sola norma sulla quale orientare ogni suo momento. Seconda grande differenza. Chi non crede nella Parola, non crede in Cristo, rimane nella morte. Se la fede in Cristo Gesù è la sola via per ottenere la salvezza, perché molti si rifiutano di credere? Perché la fede in Cristo obbliga a camminare secondo la Parola di Cristo. Si devono abbandonare le opere secondo la carne per produrre i frutti dello Spirito Santo. Poiché non si vogliono abbandonare le opere della carne, ci si rifiuta di credere in Cristo. Con quali conseguenze? Si rimane nella morte eterna. Oggi è proprio questa verità che è stata tolta la fede. Sulla terra possiamo vivere come ad ognuno pare meglio, commettendo ogni iniquità e nefandezza e l’eternità sarà per tutti di gloria e di beatitudine eterna. Questa è la più grande menzogna insegnata da Satana ai discepoli di Gesù. Non l’ha insegnata ai piccoli e ai semplici, mai ai dotti, ai sapienti, ai maestri, ai dottori, ai professori. È da costoro che questa radice perversa, come cancro, sta conquistando tutte le menti dei credenti. Ormai chi non pecca è uno stolto, uno stupido e sciocco.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che questa menzogna venga presto smentita.

Si ringrazia per la concessione movimentoapostolico.it

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